Aprassia

Le aree cerebrali del linguaggio e motorie

Sinonimi: incapacità a muoversi, difficoltà di coordinamento

Significato: incapacità di compiere movimenti coordinati e finalizzati a uno scopo / disturbo dovuto a lesioni cerebrali.

Etimologia: dal greco apraxia = inazione, composto da a-priv e dal tema di prassein = operare

Tale incapacità non trova causa nelle menomazioni delle funzioni motorie, ne tanto meno da  una mancanza nel patrimonio intellettivo del soggetto.

Nello specifico si possono individuare due diversi tipi di aprassia:

  • Aprassia ideatoria:  consiste in lesioni della regione temporale di sinistra (destra per i mancini), che porta ad un’incapacità di compiere azioni complesse, poiché viene a mancare innanzi tutto la capacità di compiere in successione atti più semplici.

  • Aprassia ideomotrice: consiste invece nell’incapacità a compiere atti semplici, per lo più simbolici ed espressivi. In questo caso, però, il paziente né ha un’esatta percezione mentale ed è quindi in grado di ripeterli se osservati in altri soggetti. Questo tipo di aprassia può interessare parti specifiche del corpo, in questo caso prende il nome di innervazione.

  • Aprassia acrocinetica: causa lesioni nelle aree premotorie, mancanza di fluidità, lentezza e goffaggine. In questa forma vengono colpiti maggiormente i movimenti spontanei e volontari.

  • Aprassia costruttiva: è causata da lesioni cerebrali e comporta l’incapacità di produrre costruzioni tridimensionali o disegni bidimensionali, sia a memoria che su imitazione.

A tal proposito ben chiariscono tali concetti  Costa e Caltagirone quando scrivono: “l’aprassia comprende un ampio spettro di disturbi che hanno in comune l’incapacità di compiere gesti precedentemente appresi, non spiegabile sulla base di disturbi elementari di senso o di moto o di comprensione del linguaggio. L’aprassia si può manifestare come l’incapacità di produrre movimenti corretti in risposta a un comando verbale o come difficoltà di imitare un movimento eseguito dall’esaminatore o, ancora, come incapacità di produrre movimenti finalizzati all’uso e alla manipolazione di un oggetto. Schematicamente vengono distinte l’aprassia ideatoria e ideomotoria. […] Le abilità prassiche sono sottese da differenti circuiti neuronali che lavorano in parallelo, quali il sistema parieto–frontale e fronto–striatale. Poiché sia le aree della corteccia motoria e premotoria  che le arie parietali proiettano ai gangli della base, è plausibile ipotizzare che i gangli della base siano coinvolti nella trasformazione dei piani d’azione in atti motori. Di conseguenza, una disfunzione dei gangli della base può far emergere errori di tipo aprassico, sebbene una sindrome aprassica completa richieda molto probabilmente il coinvolgimento patologico anche delle aree corticali. […]

In queste poche righe è ben riassunto il significato dell’aprassia, così come le sue conseguenze e limitazioni a mostrare l’importanza che possono avere le lesioni della corteccia cerebrale.