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Disturbi d’ansia, depressione e altri problemi di salute mentale colpiscono milioni di persone nel mondo. Per molti di loro, rivolgersi a uno psichiatra può cambiare la vita: può aiutarli a gestire i sintomi di disagio, ad affrontare situazioni difficili e a riprendere il controllo.

Ma una domanda spesso precede il trattamento nelle persone che non hanno riferimenti e devono fare da sè: come faccio a trovare uno psichiatra?

La scelta del medico giusto richiede una comprensione del ruolo dello psichiatra, una certa conoscenza delle sue aree di specializzazione e la pazienza di affrontare il processo di ricerca e selezione. 

Ecco alcuni punti da considerare, domande da porsi e passi da compiere per scegliere lo psichiatra più adatto.

Chi è lo psichiatra

Gli psichiatri sono professionisti della salute mentale che hanno conseguito una laurea in medicina e quindi ottenuto successivamente una specializzazione in psichiatria. Non sono psicologi (laureati in psicologia) ma medici. Si occupano di diagnosticare, prevenire e trattare le patologie mentali anche tramite terapie farmacologiche.

Essendo un vero e proprio medico abilitato, può prescrivere farmaci, cosa che psicoterapeuti non medici, psicologi e counselor non possono fare per legge e per formazione. Come medici durante il loro percorso universitario vengono formati in diverse aree come la genetica, la neurologia, la biochimica o la psicologia.

Gli psichiatri spesso lavorano all’interno di un’équipe (soprattutto se lavorano in ospedale o in cliniche) per fornire ai pazienti affetti da depressione, ansia, problemi di abuso di sostanze e altre condizioni correlate, come fobie e insonnia, il piano di trattamento più completo. 

E’ importante sottolineare che gli psichiatri sono diversi dagli altri professionisti della salute mentale. A differenza degli psicologi e degli altri terapeuti, gli psichiatri sono medici e pertanto sono abituati a valutare la presenza di eventuali problematiche mediche corporee co-presenti nel paziente. Inoltre, gli psichiatri hanno spesso esperienza di lavoro con un’ampia gamma di diagnosi mediche, il che li rende in grado di diagnosticare qualsiasi altro disturbo che possa esacerbare i sintomi mentali ed emotivi.

Alcuni psichiatri si specializzano solo nella prescrizione e gestione di psicofarmaci, mentre altri offrono servizi più “completi” che possono comprendere:

  • valutazioni psicologiche, perizie e diagnosi psicopatologiche;
  • prescrizione e gestione di rimedi nutraceutici e di integratori;
  • fornire terapie biologiche (rTMS, TEC e altre) e anche le terapie psicologiche basate sulla parola anche dette psicoterapie;

In definitiva, gli psichiatri condividono alcune competenze comuni. In quanto medici, hanno completato una specializzazione di quattro anni trattando i pazienti in strutture ospedaliere o in cliniche specializzate. Possono fare diagnosi, richiedere e interpretare esami medici e sono autorizzati a prescrivere farmaci. Questi sono fattori importanti nella scelta di uno psichiatra rispetto a un altro professionista della salute mentale.

Lo psichiatra avrà un ruolo fondamentale nel trattamento, quindi è importante trovare qualcuno che risponda bene alle proprie esigenze.

Perché è importante scegliere il giusto psichiatra

La scelta dello psichiatra giusto è una decisione del tutto personale. Lo psichiatra “giusto” è diverso per ogni persona, non esiste in realtà un profilo univoco.

Certo è però che la prognosi migliora se il rapporto di collaborazione tra medico e paziente si avvia e procede su determinati “binari” che rendano efficace e solida la relazione terapeutica. Un’ottima relazione terapeutica si basa sulla fiducia, sull’onestà e sull’impegno nel processo di cura: la salute mentale è una risorsa fondamentale e pertanto deve essere una scelta oculata e molto ben ponderata che non di rado procede per prova ed errore sino al raggiungimento di un soddisfacente grado di confort. Ciò significa che il paziente deve avere la certezza, ovvero sentire, che lo psichiatra sia in sintonia con i propri problemi e necessità di ascolto.

Scegliere lo psichiatra giusto significa trovare la giusta misura. Questo può richiedere tempo. Ma chiedersi come trovare lo psichiatra giusto rappresenta già il modo corretto per iniziare.

Perché trovare uno psichiatra è così difficile

Trovare lo psichiatra giusto può essere difficile per diversi motivi.

Una volta trovato uno psichiatra, ci si potrebbe rendere conto di non sentire un legame con quel medico, rendendo difficile aprirsi durante gli incontri. Ciò può essere dovuto a fattori quali:

  • un notevole divario di età;
  • la mancanza di una conoscenza concreta della cultura del paziente ;
  • o una differenza nello stile di comunicazione;
  • l’aver dovuto “subire” una visita perchè richiesta in realtà da qualcun altro, come un parente;
  • non avere sufficiente motivazione e per questo vivere come un dovere da assolvere l’incontro;

Inoltre, in alcuni casi la mancanza di recensioni sul profilo internet del medico o la mancanza di descrizioni sui metodi di trattamento di un determinato professionista possono rende ragione della dubbiosità e della titubanza nel scegliere un profilo piuttosto che un altro. 

Non solo può essere difficile trovare un operatore con cui sentirsi a proprio agio, ma le statistiche ISTAT indicano una carenza nazionale di psichiatri. Se a questo si aggiunge il fatto che siamo una nazione con esigenze di salute mentale senza precedenti soprattutto dopo la pandemia COVID-19 e la crisi economica alle porte, la ricerca può diventare ancora più difficile.

Alcuni aspetti molto concreti (ma critici) legati alla ricerca possono essere così riassunti. Se si sta cercando:

  • un professionista con una particolare specializzazione, che abbia esperienza nel trattamento di una specifica condizione patologica, la ricerca può diventare ancora più complessa;
  • uno psichiatra ben accreditato e con anni di esperienza, non è detto si riesca a stabilire il legame “giusto” e la terapia potrebbe risentirne molto. Nella ricerca di uno psichiatra è necessario trovare il giusto equilibrio, che si tratti della stessa età, di un background simile o di stili di comunicazione complementari o affini;
  • una scelta di comodo allora una ubicazione non distante potrebbe essere un fattore importante se si vuole, per esempio, rendere più facile fissare un appuntamento e garantirsi una maggiore costanza negli appuntamenti. Si potrebbe essere in dubbio sul cercare una figura vicino al luogo di lavoro magari con l’idea di poterci andare una volta usciti (con la speranza abbia spazio nelle richiestissime ore serali) o invece vicino casa con l’aspettativa che questo garantisca maggiore sicurezza e confidenza;
  • un percorso da remoto, allora potrebbe non essere facile trovare sia chi soddisfi le proprie aspettative e sia anche tale opzione fin dal primo appuntamento;

Certamente, per un aiuto “su misura” va messa in conto la possibilità di dover valutare e/o incontrare più specialisti prima di sentire con una certa convinzione di poter procedere.

Il pregiudizio e lo stigma

Parlare della propria salute mentale o dei disturbi mentali ad uno specialista può essere una esperienza nuova e imbarazzante per molti.

Sebbene l’argomento della salute mentale stia diventando sempre più di dominio pubblico, soprattutto in questi ultimi anni, aprirsi a qualcosa di personale può rappresentare una sfida e alcune persone non conoscono quale sia il modo migliore per chiedere aiuto. Allo stesso modo elaborare i propri sentimenti e le proprie emozioni è una sfida: trovare le parole giuste per esprimersi può richiedere anche molto tempo.

Può essere necessario del tempo per trovare lo psichiatra giusto, ma il processo può diventare più semplice e lineare se si seguono alcune utili passaggi. 

1) Definire la propria domanda di aiuto

Il campo della psichiatria ha molti ottimi interpreti e per fortuna il livello di formazione universitario nel nostro paese è molto elevato tanto da primeggiare tra i migliori nel mondo, ma se non si ha una domanda di aiuto sufficientemente definita allora sarà difficile che anche il professionista più preparato e disponibile possa risultare idoneo.

A meno che non ci si trovi in una condizione emergenza per cui è necessario (o doveroso) rivolgersi ai servizi ospedalieri (casistica che esula da questo articolo), allora si può presumere ci si trovi nella condizione migliore per pianificare la propria domanda di aiuto.

In questo caso è importante cercare di chiarire le proprie esigenze il più possibile, per cui, per esempio, potrebbe essere utile porsi alcune domande. La ricerca vera e propria dovrebbe avvenire solo in un secondo momento.

Perché si ha bisogno di una consulenza psichiatrica

Un primo aspetto da chiarire è il motivo per cui chiedere una consulenza.

Si possiede una propria motivazione a cercare un aiuto o si è spinti da qualcun altro? Si è maturata la consapevolezza di avere un problema psichico non riconducibile a stati transitori, al “fato” o “alla sfortuna”, ma legato a fattori personali?

Nel caso in cui si possa rispondere sinceramente allora ci si trova nella condizione ideale per cui portare avanti una richiesta di aiuto. Alcuni esempi:

  • se si soffre di una già nota e specifica condizione come il disturbo bipolare, si potrebbe prendere in considerazione uno psichiatra che abbia una maggiore esperienza nel trattamento di tali disturbi. Esiste poi la situazione nella quale si sia già in cura con uno psicologo o uno psicoterapeuta ma i sintomi sono particolarmente intrusivi e disturbanti le proprie sedute. In questi casi ha senso pensare ad una consulenza psichiatrica;
  • se invece il problema non è il proprio ma di un conoscente o parente o amico allora è fondamentale avere alcune informazioni di base sulla situazione e sulla problematica che sta vivendo e chiarire questo aspetto con il medico che si andrà a contattare (in persona o online);
  • se la visita è per un minore, magari un figlio o un nipote, allora si avrà bisogno di un professionista che lavori principalmente con i bambini. In Italia esiste una specializzazione apposita per l’infanzia e l’adolescenza che si differenzia dalla specializzazione in psichiatria proprio perchè si focalizza sulla psicopatologia dei bambini e degli adolescenti, chiamato Neuropsichiatra infantile.

Se invece si ha semplicemente il bisogno/desiderio di parlare con qualcuno perché si avverte che il proprio benessere mentale è a rischio o la propria qualità della vita va degradando, allora non è necessario avere una diagnosi “ufficiale” prima di decidere di incontrare un professionista. Anzi la consulenza è necessaria proprio per avere una prima indicazione diagnostica.

Oppure in altri casi può capitare che sia il medico curante (o medico di base) a stabilire la necessità di un approfondimento specialistico. Infatti quando si manifestano i sintomi di una condizione fisica o mentale, il primo interlocutore dovrebbe essere proprio il medico di base.

Il primo passo dunque non è avviare una ricerca ma comporta, per quanto possibile, il focalizzare i propri bisogni d’aiuto e i sintomi principali.

2) Dove cercare lo psichiatra

Se è la prima volta che si ha una necessità di questo tipo, è bene parlarne con un medico. Tuttavia, se si possiede già un terapeuta e si è instaurato con lui un buon legame, allora sarà importante trovare uno psichiatra disponibile a collaborare con il terapeuta. Spesso è lo stesso psicoterapeuta a consigliare dei nominativi di psichiatri con cui già collabora. Questo può velocizzare e facilitare molto la ricerca.

Ma se non si ha un medico o un terapeuta abituale, allora ci si dovrà occupare in prima persona di recuperare qualche nominativo.

Chiedere al proprio medico di base, ai familiari e amici

Si può iniziare consultando il proprio medico di base che conosce, di solito bene, la propria situazione di salute e può offrire raccomandazioni: potrà probabilmente consigliarvi un professionista esperto nell’area che meglio si adatta a voi. Conoscere i diversi tipi di profili è essenziale per trovare il medico giusto e se il vostro medico di ha già collaborato in passato potrebbe essere un invio più efficace e funzionale che presentarsi difronte ad uno “sconosciuto”.

I medici di base inoltre possono anche effettuare degli accertamenti medicali preliminari, di laboratorio e non, (utili per la diagnosi differenziale) per determinare o escludere che i sintomi possano essere legati a problemi fisici. 

Anche se si è titubanti nell’informare i propri cari e la famiglia, va detto che essi potrebbero rivelarsi un’importante risorsa nella ricerca: potrebbero essere in grado di consigliarvi uno psichiatra in base alle loro esperienze personali o a quelle di altre persone a loro note. Questo permette di solito un gran risparmio di tempo e rappresenta in genere la scelta preferibile nei casi di urgenza nei quali non si voglia o non si possa fare ricorso alle strutture pubbliche dove si sa non è possibile scegliere.

Chiedere consiglio a familiari o agli amici può non essere semplice, anche se può essere molto comodo soprattutto se non si è in grado di farlo in prima persona.

Le persone di fiducia possono essere una guida preziosa nel processo, ma anche questa via non è priva di criticità: il loro psichiatra potrebbe non essere adatto alle proprie necessità e alle preferenze soggettive. Inoltre il medico potrebbe trovarsi di fronte ad un conflitto di interessi nel trattare due persone strettamente imparentate o molto amiche, ma in alternativa potrebbe essere disposto ad offrire un riferimento di un collega.

Google Search e i Cataloghi online

Questa è una pratica molto diffusa oggi giorno e spesso rappresenta l’unica possibilità se si decide di non far conoscere la propria situazione agli altri o di condividere il proprio malessere con il proprio medico di base. Per alcune persone, specie per chi si trova lontano da casa, in una città dove non si conosce nessuno o dove non si ha un medico di riferimento, rappresenta una scelta obbligata.

È possibile trovare online molti siti che propongono elenchi di medici divisi per specializzazione e località, spesso con un’agenda consultabile liberamente per fissare direttamente un appuntamento. Ovviamente nulla toglie che si possa chiedere una visita online. Questo può risultare particolarmente utile soprattutto se nella propria zona di ricerca non ci sono specialisti o se si vuole mantenere la massima privacy. Questo può accadere soprattutto nelle zone di provincia o di campagna lontane dai centri urbani maggiori.

Il ricorrere alle agende online e a questi cataloghi presenta pro e contro che andrebbero valutati bene e in anticipo. Tra i pro sicuramente la comodità e la velocità del processo di prenotazione, ma tra i contro va citata la mancanza di referenze “forti” e la possibilità di non trovare una reale disponibilità. Per esempio non sempre l’agenda online che questi siti forniscono per la prenotazione è aggiornata con l’agenda personale del dottore e pertanto potrebbe mostrare disponibilità fittizie non realistiche.

Anche una ricerca libera su Google può portare buoni risultati. Potrebbero comparire i siti personali di specifici professionisti ai quali potersi quindi rivolgere direttamente senza intermediazioni (i portali o cataloghi di cui sopra) con il vantaggio di potersi fare una propria idea migliore e più precisa sull’approccio e sul profilo professionale del medico.

In generale rivolgersi ad uno specialista che ha un sito può essere un indicatore del fatto che possa essere più disposto a sessioni e visite online. Ovviamente è possibile anche usare Internet per leggere le recensioni che come detto in alcuni casi sono l’unica discriminante per una scelta.

Internet offre molte risorse per trovare possibilmente un buon psichiatra, tuttavia non è mai consigliabile scegliere la prima persona che si incontra e come suggerimento, prima di affidarsi, meglio cercare e raccogliere più riferimenti possibili sul dottore che confermino la bontà della scelta.

Sarebbe meglio quindi ricorrere a questa via/strumento di ricerca solo come ultima scelta dando priorità alla consultazione del proprio medico o di amici e parenti.

Google Maps, Facebook, Forum di discussione e Gruppi di Autoaiuto

Una alternativa da non sottovalutare, particolarmente indicata nei casi in cui si voglia privilegiare il criterio della vicinanza geografica potrebbe essere quello di rivolgersi a Google Maps per la propria ricerca. Questa fonte è incredibilmente efficace nel setacciare potenziali profili a poca distanza dalla propria sede. La comodità della scelta in questo caso predomina.

Anche Facebook rappresenta una valida possibilità, al suo interno è possibile fare riferimento a profili professionali (le cosiddette “pagine” facebook) ricercabili dalla App oppure è possibile iscriversi a gruppi di discussione o di autoaiuto monosintomatici (inerenti a specifici sintomi ) o dedicati a specifiche diagnosi psicopatologiche (gli iscritti sono accomunati dall’aver ricevuto la medesima diagnosi). Oppure si può fare affidamento al social per eccellenza legato al mondo del professionismo, qual è LinkedIn, interpellando il quale sarà facilmente rintracciabile il profilo di qualche professionista nella propria città e valutarne direttamente oltre che il CV e le esperienze formative e professionali, anche la sua rete di contatti professionali.

In questi spazi virtuali è possibile ricevere informazioni dettagliata e mirate e spesso anche ottenere referenze affidabili di medici e specialisti da parte di altri utenti/pazienti. Usa sorta di moderno “passa parola” il cui vantaggio quindi è rappresentato dalla “freschezza ” delle informazioni e dalla loro verificabilità essendo queste informazioni di seconda mano e vagliate da altre persone.

Associazioni e ONLUS di settore

È anche possibile cercare informazioni online (se lontane dalla propria zona) e offline presso associazioni di pazienti o di familiari oppure presso onlus le quali sono per natura orientate all’assistenza e all’orientamento e possono fornire raccomandazioni o indicazioni su specifiche figure professionali nella vostra zona o comunque a loro associate. Questo strada si rivela particolarmente utile e indicata quando si conosce già la propria diagnosi o che tipo di trattamento o terapia è necessario avviare come per esempio nel caso delle terapie non farmacologiche o nei casi di specifici ambiti clinici come per la psicogeriatria o la psichiatria delle dipendenze patologiche o ancora della psichiatria forense. 

Spesso queste associazioni hanno al loro interno sportelli di ascolto o di orientamento e consultazione gratuiti.

Tra le associazioni di settore vanno anche ricordate le associazioni di specialisti o le società scientifiche che operano nel campo della salute mentale: vere e proprie società non a scopo di lucro costituite da medici e operatori della salute mentale (psichiatri, neuropsichiatri, psicogeriatri e neurologi) operanti sul territorio nazionale con diverse sedi e potenzialmente ramificate in moltissime realtà cittadine. Infatti ogni società scientifica è costituita dagli associati che condividono finalità e background formativo e sono tenute a pubblicare gli elenchi degli associati, spesso pubblicamente consultabili online. Questa via di ricerca è particolarmente utile se si possiede già un’idea di quale figura terapeutica si abbia necessità o ancora se si possiede il nominativo di un dottore e si cercano altri dettagli.

Inoltre alcune società scientifiche offrono un servizio di consultazione per i cittadini o comunque possono fornire riferimenti e nominativi solitamente a colpo sicuro.

Consultare articoli scientifici o riviste di settore

La lettura di articoli scientifici online o la consultazione di riviste di settore (meglio se specificatamente dedicate alla patologia di interesse), può sembrare un modo insolito per trovare uno psichiatra, ma è da prendere in considerazione. È possibile cercare articoli di ricerca psichiatrica relativi alla propria patologia e stilare da essi un vero e proprio elenco degli autori che se ne sono occupati a vario titolo e che pertanto si presume siano dei veri esperti del settore.

Anche se non fossero disponibili in prima persona a fornire un supporto terapeutico occupandosi del proprio casi, va sempre immaginato che possano essere in grado di consigliare e segnalare dei colleghi che lo siano.

3) Come selezionare lo psichiatra ideale

È assolutamente consigliabile incontrare e consultare diversi psichiatri (2-3 tra quelli papabili, quelli che si avvicinano maggiormente al proprio profilo “ideale”) prima di impegnarsi con una persona. Per contro è sconsigliabile affidarsi al primo dottore incontrato online.  

Ecco i criteri più importanti per arrivare a selezionare le figure terapeutiche potenzialmente più utili e corrette:

  • Verificare la titolarità. L’iscrizione all’Ordine dei Medici e la certificazione di Specialista in Psichiatria rappresentano due dei fattori più importanti da considerare. Questi indicano che il medico è iscritto all’albo professionale ed è legittimato a professare, ma anche che ha la formazione, le competenze e l’esperienza necessarie per fornire assistenza sanitaria in psichiatria. Queste informazioni si possono ottenere online attraverso una semplice interrogazione del database della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici e Chirurghi e degli Odontoiatri (come si vede nell’immagine qui sotto) o interpellando direttamente la segreteria dell’Ordine dei Medici a cui è iscritto il medico.
  • L’esperienza fa la differenza. Quanto maggiore è l’esperienza di uno psichiatra in una determinata patologia o procedura, tanto migliori saranno i risultati. E’ importante in un primo momento della valutazione cercare di capire dalle fonti che si sono interpellate (spesso lo stesso sito del medico) se la patologia di cui si soffre è trattata da tale dottore. E’ opportuno e utile verificare da quanto tempo esercita il medico e la presenza di una sub specializzazione, perché alcuni psichiatri valutano e trattano diverse patologie, mentre altri valutano e trattano solo alcune diagnosi circoscritte. Se la figura ispira fiducia allora si può passare ad una fase successiva e più approfondita di valutazione contattando direttamente il dottore per chiedere per esempio quanti pazienti affetti da una specifica patologia ha trattato. Allo stesso modo si può procedere se si ha bisogno di una procedura specifica, come per esempio il biofeedback, la stimolazione magnetica transcranica (rTMS) o la terapia elettroconvulsivante (ECT).
  • Il genere conta. È importante sentirsi a proprio agio con chi sarà il proprio curante, perché si dovrà parlare apertamente di informazioni personali. Quando si parla di salute mentale, anche il proprio genere (o meglio il proprio senso di confidenza con l’altro genere) è un aspetto importante nell’avviare una relazione terapeutica. Come medici e professionisti della salute mentale, d’altra parte, gli psichiatri non dovrebbero mostrare pregiudizi nel prendersi cura di donne e di uomini o nell’aiutare individui transgender o non binari, per i quali sempre più specialisti avviano percorsi formativi specifici per migliorare le proprie competenze di cura.
  • L’ONLINE non è più un ripiego. Sempre più dottori possono diagnosticare e trattare alcuni pazienti utilizzando le tecnologie di telecomunicazione, tra cui soprattutto le video chiamate al PC o al cellulare. Può essere importante accertarsi che lo specialista che si è identificato possa fornire tale servizio, soprattutto se ci si trova, come detto più sopra, nella condizione di vivere in una zona con poche opzioni territoriali (o quelle esistenti sono già state scartate per vari motivi) o se si ritiene opportuno procedere in tale direzione per motivi di privacy o opportunità logistica. Va ricordato che la telemedicina, di questo si tratta, non sostituisce la visita in studio, ma per molti pazienti significa una enorme comodità e convenienza, venendo meno il tempo e la spesa per spostarsi verso lo studio medico. La teleconsulenza può essere utilizzata anche e soprattutto per i controlli di routine e per approcciare disagi psichici minori.
  • Il passaparola è fondamentale. Leggere ciò che le persone riportano della loro esperienza attraverso le recensioni online (sui siti di settore, in testa Google Business) può fornire indicazioni preziose. In primis, su come un medico pratica la medicina e su come viene gestito il suo studio, ma anche i tempi di attesa, l’ambiente dell’ufficio e la cordialità del medico stesso o del personale. È possibile arrivare a estrapolare informazioni su aspetti quali l’approccio al colloquio, quanto tempo dedica il dottore ai pazienti e quanto è disponibile a rispondere a telefonate o email dei pazienti. Va fatta una specifica al riguardo, infatti va tenuto presente che gli psichiatri hanno in genere meno recensioni (in termini assoluti) rispetto a un altro specialista medico per un semplice motivo di privacy e stigmatizzazione che ancora permea un certo tipo di cultura legata a pregiudizi e stereotipi. Detto questo è quindi importante cercare di non basare la propria scelta solo sulle valutazioni e sulle recensioni dei pazienti. 
  • Le competenze psicoterapiche non sono più un optional. Per molte persone la sola arte medica della gestione dei farmaci potrebbe non essere sufficiente e d’altro canto anche la prescrizione di farmaci coinvolge aspetti emotivi e psicologici che uno psichiatra di oggi non può più ignorare. Spesso, in molti casi, è suggeribile o preferibile trovare uno psichiatra che abbia anche competenze in psicoterapia oltre che nella prescrizione di farmaci. Trovare uno medico che sia psichiatra e psicoterapeuta e che pratichi la terapia basata sulla parola nella sua attività clinica quotidiana è una raccomandazione da perseguire a meno che non vi siano decisioni o preferenze personali che lo controindichino. Nella maggior parte dei casi ciò è un indicatore prezioso delle sue competenze relazionali per cui si può immaginare sia più in grado di altri di creare un’alleanza terapeutica produttiva con il paziente.

Trovare uno psichiatra che soddisfi tutte le proprie esigenze può sembrare impossibile, ma tenere a mente questi fattori all’inizio della ricerca permetterà di restringere rapidamente le opzioni.

4) Come stabilire se un certo psichiatra è la scelta migliore?

L’incontro con un potenziale psichiatra è l’unico modo per determinare con precisione se sia o meno quello adatto. A volte uno psichiatra sembra fantastico sulla carta, ma quando lo si incontra di persona si potrebbe scoprire che non è affatto adatto ai propri bisogni. D’altra parte è anche possibile che sia vero il contrario: uno psichiatra potrebbe sembrare mediocre sulla carta, ma di persona potrebbe dare una migliore impressione e si potrebbe anche scoprire una buona intesa.

La cosa migliore che si possa fare è cercare di trovare sulla carta qualcuno che si pensa possa fare al caso e poi incontrarlo di persona per decidere definitivamente cosa fare.

Soprattutto se ci si rivolge a uno psichiatra per la prima volta, potrebbe non essere facile capire se è quello giusto. E’ necessario cercare una persona qualificata che offra il giusto tipo di assistenza e supporto. Ma la tecnica e la preparazione non sono tutto in questo campo. La sensazione e l’impressione che si trae dal primo incontro sarà fondamentale per decidere se affidarsi a quel medico o meno: incontrare un operatore affidabile e fidato può essere spesso essenziale per la scelta finale. 

Tra le cose importanti da notare o da chiedere al primo contatto o alla prima visita, vanno riportate:

  • verificare se c’è una lista d’attesa per gli appuntamenti e la durata dell’attesa per un primo incontro;
  • verificare l’onorario e le modalità di pagamento;
  • assicurarsi che gli orari siano compatibili con i vostri impegni in vista dell’avvio di un percorso di cura a medio lungo termine;
  • conoscere le opzioni di trattamento offerte e la disponibilità a contatti salutari fuori appuntamento;
  • determinare se ha già trattato altre persone con la stessa sintomatologia o problematica;
  • fare caso all’approccio adottato, all’atteggiamento generale e in particolare alla capacità di interessarsi al vostro caso;

In generale fare domande e raccogliere informazioni aiuta a prendere una decisione più centrata e utile e non deve essere vissuta come uno spregio alla professionalità della figura medica. 

Come prepararsi alla prima visita

Va specificato che prendere un appuntamento per la prima volta non significa “impegnarsi” o “compromettersi”, ma va considerata più una prova. Un momento delicato ma fondamentale. Come si dice, il primo impatto può fare spesso la differenza.

Il primo appuntamento dura in genere fino a un’ora. Lo psichiatra farà una serie di domande per valutare lo stato psichico e gli aspetti medici: è importante prepararsi a discutere la propria storia clinica e a rispondere a domande sul passato, ma anche e soprattutto su ciò che sta accadendo nell’attualità. Potrebbe anche prescrivere l’esecuzione di test psicopatologici di approfondimento o test del sangue, un ECG (elettrocardiogramma) e a volte delle scansioni tomografiche cerebrali.

E’ assolutamente importante non avere timore di fare tutte le domande necessarie per assicurarsi di poter uscire dall’incontro con il minor numero di dubbi possibili in merito alle proposte terapeutiche illustrate, ma soprattutto in merito alla persona dello psichiatra.

In tutto questo, bisogna ricordarsi che in tali situazioni è del tutto normale provare emozioni di ogni tipo.

Prima dell’appuntamento è importante prepararsi con semplici accorgimenti. E’ utile:

  • preparare un elenco dettagliato di tutti i farmaci che si stanno assumendo o che si sono assunti in passato e un sunto della storia medica e familiare;
  • focalizzare bene i sintomi principali che sono insorti e le tempistiche con le quali si sono succeduti o manifestati;
  • annotarsi le domande e i dubbi principali di cui discutere con il medico in modo da non portarsi perplessità a casa al termine della visita.

Conclusioni

La ricerca di uno psichiatra non deve imbarazzare. Anche se il processo può sembrare scoraggiante e frustrante, la pazienza è fondamentale. E’ importante prendere del tempo per trovare uno psichiatra che sia adatto a proprie esigenze. Prima di avviare un percorso assicurarsi che abbia la qualifica e la formazione adeguate.

Sia che si decida di affidarsi a servizi di psichiatria online, sia che si opti per un setting in persona, la cosa più importante è sentirsi a proprio agio e sicuri, convinti della scelta.

Infine un’ultima indicazione. E’ fondamentale dare tempo al processo senza necessariamente sentirsi obbligati a “resistere” a tutti i costi se qualcosa non convince: è importante in tale caso parlarne durante la visita e evitare di rimandare o omettere i propri dubbi o perplessità.

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