Devianza

Cosa racchiude la devianza?

Sinonimi: deviazione

Significato: infrazione di norme sociali ritenute fondamentali dagli individui di una società- comportamento di una persona che viola le regole della società.

Etimologia: deriva dal latino tardo de-via e indica letteralmente l’uscire di strada.

Tra le principali cause della devianza si riscontrano:

  • Ereditarietà della delinquenza
  • Sviluppo anticipato o ritardato
  • Anomalie cerebrali, del sistema nervoso
  • Traumi perinatali
  • Ruolo dei neurotrasmettitori

La devianza, secondo Durkheim fondatore della scuola sociologica francese, può assumere un aspetto positivo nel momento che si palesa come un anticipo della morale di domani. Quindi potrebbero rappresentare degli anticipatori di comportamento che domani diventeranno normali o accettati da tutti.

Così Dino Mengozzi descrive la devianza: il discorso sulla devianza diventa, così, formativo di comportamenti e di zone dell’immaginario collettivo. Torniamo perciò alla struttura della comunicazione, costituita dalla notificazione, una grida ormai fuori tempo. La sentenza che essa riporta, come si notava poc’anzi, era palesemente sopraffatta dai dati quantitativi del delitto, e la conclusione condannatoria non compensava tale visibilità. Essa pare inoltre sprovvista degli strumenti per piegare la narrazione verso il giudizio morale esplicito, come faranno il giornalismo e la letteratura d’appendice, dando un’anima agli attori del dramma. L’estensore di notificazioni era in genere mosso da una preoccupazione d’oggettività giuridica, il che gli precludeva l’intervento soggettivo, salvo alcune righe d’introduzione o qualche aggettivo.

Anche Laura Faranda, nella sua opera, ne mostra un aspetto interessante e particolare: il discorso sulla devianza al femminile si complica e al tempo stesso si rafforza di dati, se abbandonando le forme divinizzate del catalogo esiodeo estendiamo la nostra ricognizione a quelle figure mostruose ampiamente rappresentate nell’immaginario collettivo: anche in questo caso la tendenza alla connotazione femminile è marcata. Basti evocare lo studio mitico di Sfingi, Arpie, Gorgoni, Sirene, Chimere, oppure la coppia speculare Sicilia.Cariddi, o ancora le Moire, le Ecati, le Empuse, e infine le memorabili Erinni. Una ricognizione, per quanto sommaria, dell’universo terrifico presente nell’immaginario collettivo della Grecia antica denuncia una marcata superiorità numerica del gruppo femminile rispetto a quello maschile.

Bibliografia

  • Dino Mengozzi, Sicurezza e criminalità: rivolte e comportamenti irregolari nell’Italia, FrancoAngeli editore
  • Laura Faranda, Viaggi di ritorno: itinerari antropologici nella Grecia antica, Armando editore
  • Dizionario della lingua italoiana, Zanichelli