Disturbi comportamentali nelle demenze

Disturbi comportamentali nelle demenze

Oltre ad interessare la memoria  e altre abilità cognitive, la demenza ( e la Malattia di Alzheimer) negli anziani colpisce spesso il modo in cui le persone si sentono e agiscono portando a veri e propri disturbi del comportamento. Molte persone  ritengono che  i cambiamenti nel comportamento causati dal morbo di AlzheimerCome distinguere l’Alzheimer dalla depressione nell’anziano?. Leggi anche … » e dalle demenze in genere siano l’effetto più difficile e doloroso della malattia. La causa principale dei sintomi comportamentali è il progressivo deterioramento delle cellule cerebrali. Tuttavia, i farmaci, le influenze ambientali e alcune condizioni mediche possono causare i sintomi o peggiorarli.

Cosa sono le demenze

Il termine demenza definisce una compromissione stabile delle funzioni cerebrali superiori acquisite ed esclude tutti gli stati di insufficienza mentale transitoria o secondaria a sviluppo deficitario. Il concetto di demenza implica un’incapacità da parte dell’individuo affetto di rispondere alle proprie esigenze quotidiane. A essa si associano deficit cognitivi misurabili, alterazioni dello stato emozionale e disturbi comportamentali. Esistono numerose condizioni patologiche che possono indurre uno stato di demenza, di cui la malattia di Alzheimer rappresenta la forma più comune.

Variazioni comportamentali

Nelle fasi iniziali, le persone possono sperimentare comportamenti e cambiamenti di personalità quali:

Nelle fasi successive, possono verificarsi altri sintomi tra cui:

Fattori e situazioni scatenanti

Gli eventi o i cambiamenti in  una persona spesso giocano un ruolo nello scatenare i sintomi comportamentali.
Il cambiamento può essere stressante per chiunque e può esserlo ancor di più  per una persona malata di demenza: può aumentare la paura e la fatica di  contrastare la confusione.

Le situazioni  che possono influenzare il comportamento possono includere:

  • Trasferirsi in una nuova residenza o casa di cura
  • Cambiamenti in un ambiente familiare o degli accordi con chi offre assistenza
  • L’ammissione in un ospedale
  • Chiedere di fare il bagno o cambiare i vestiti

Valutazione medica e diagnosi differenziale

Tutti coloro che sviluppano  cambiamenti nel comportamento dovrebbero ricevere una valutazione medica completa, soprattutto se i sintomi compaiono improvvisamente. Anche se la causa principale dei sintomi comportamentali è l’effetto della demenza sul cervello, un esame può rivelare altre condizioni curabili che contribuiscono al cambiamento comportamentale:

  • Molte persone con demenza o  morbo d’Alzheimer assumono altri farmaci sotto prescrizione medica per altri problemi di salute. Gli effetti collateraliA quali effetti collaterali e rischi si va incontro con l’assunzione di antidepressivi triciclici?. Leggi anche … » dei farmaci  o le interazioni tra farmaci possono influenzare il comportamento.
  • Con il peggiorare della malattia, i malati di Alzheimer hanno crescenti difficoltà nel comunicare agli altri ciò che vivono e provano per cui spesso una semplice infezione o un dolore osteo articolare o fisico posso provocare quel disagio che ne compromette il precario equilibrio psico-emotivo. Come risultato, essi possono non essere in grado di indicare, individuare i sintomi comuni ad altre malattie. Il dolore da infezioni del tratto urinario, alle orecchie o ai seni può provocare irrequietezza o agitazione. Il disagio dovuto ad una vescica piena, stitichezza, o la sensazione di troppo caldo o troppo freddo possono anche essere espressi attraverso il comportamento.
  • Problemi non curati  dell’udito o della vista, possono contribuire alla confusione e alla frustrazione e favorire un senso di isolamento.

Approcci Non Farmacologici ai disturbi psicocomportamentali

I metodi non farmacologici per la gestione dei sintomi comportamentali possono causare  un  benessere fisico ed emotivo.

Molte di queste strategie mirano a individuare e ad affrontare le esigenze che la persona con demenza non riesce a esprimere con il progredire della malattia. Gli approcci non farmacologici devono sempre essere  testati prima di ogni altro tentativo specie farmacologico.

Alcuni passaggi da seguire per sviluppare un approccio non farmacologico:

  • Innanzi tutto riconoscere che la persona in questione non è solo “scontrosa”, ma presenta i sintomi della malattia
  • Identificare la causa e come  il sintomo può influire sull’esperienza quotidiana del malato
  • Modificare l’ambiente in modo da renderlo più agevole, confortevole e sicuro per il paziente

Alcune strategie per i curanti e familiari per approcciare i malati di demenza

  • Monitorare eventuali stati di salute. Controllare il dolore, la fame, la sete, la costipazione, la vescica piena, stanchezza, infezioni e irritazioni cutanee. Mantenere una temperatura confortevole.
  • Evitare di entrare in contrasto con il malato di Alzheimer  o di discutere sui fatti. Ad esempio, se una persona esprime il desiderio di andare a visitare un genitore che è morto anni fa, non sottolineare che il genitore è morto. Invece, dire, “Tua madre è una persona fantastica, anche a me piacerebbe vederla”
  • Cercare sempre di evitare i conflitti e distrarre il paziente
  • Considerate sempre strategie alternative
  • Non prendere gli scontri che inevitabilmente possono insorgere come fatti personali
  • Concedetevi comunque un adeguato riposo

Se gli approcci non farmacologici falliscono è opportuno ricorrere all’uso di farmaci per le persone con sintomi gravi o che potenzialmente potrebbero  danneggiare se stessi o gli altri. Mentre la prescrizione di farmaci  può essere efficace in alcune situazioni, essi devono essere utilizzati con attenzione e sono più efficaci se combinati con approcci non farmacologici.

Quando si considera l’uso di farmaci per i disturbi comportamentali è importante capire che nessun farmaco è specificamente approvato per tale scopo dalle autorità sanitarie. Alcuni degli esempi illustrati di seguito rappresentano l’uso “off label” (quando un farmaco viene prescritto per uno scopo diverso da quello  per cui  è stato pensato e introdotto nel mercato).

Utilizzo dei Farmaci per il controllo comportamentale

I seguenti principi generali possono essere utili  nella guida ad un uso appropriato dei farmaci:

  • Conoscere i rischi e i benefici. E ‘importante capire i potenziali rischi e benefici di un farmaco prima di decidere di usarlo per il trattamento.
  • Focalizzare un sintomo specifico. Il trattamento indirizzato ad un sintomo specifico può aiutare ad alleviare altri sintomi propri della malattia. Ad esempio, alcuni antidepressiviAntidepressivi. Leggi anche … » possono aiutare le persone a dormire meglio.
  • Iniziare con una dose bassa di un singolo farmaco e monitorare attentamente gli effetti collaterali. Gli effetti collaterali possono essere gravi e farmaci possono talvolta addirittura peggiorare il sintomo da trattare. Il dosaggio non deve essere aumentato senza una attenta valutazione di un professionista sanitario.

Ecco la lista di alcuni farmaci comunemente usati per trattare i sintomi comportamentali e psichiatrici della demenza:

Antidepressivi  umore basso e irritabilità:

AnsioliticiGli ansiolitici legati alla demenza senile: una relazione possibile. Leggi anche … » per l’ansia, irrequietezza, comportamento verbalmente aggressivo e resistenza:

  • lorazepam
  • oxazepam

Farmaci antipsicotici per allucinazioni, deliri, aggressività, agitazione, ostilità e mancanza di cooperazione:

  • aripiprazolo
  • clozapina
  • aloperidolo
  • olanzapina
  • quetiapina
  • risperidone
  • ziprasidone

La decisione di utilizzare un farmaco antipsicotico deve essere considerata con estrema cautela valutando e soppesando benefici e rischi potenziali. Per fare questo il medico di deve confrontarsi con i parenti e i curanti del malato e raggiungere con loro un accordo alla luce dei problemi concreti che devono affrontare tutti i giorni al fine di garantire realisticamente la migliore cura possibile. La ricerca ha infatti dimostrato che questi farmaci sono associati ad un lieve aumentato del rischio di ictus cerebrale negli anziani con demenza.

Sulla base di prove scientifiche, così come le avvertenze governative e  le indicazioni degli  organi di vigilanza, le persone con demenza possono utilizzare farmaci antipsicotici  in una delle seguenti condizioni:

  • sintomi comportamentali sono causa di scompenso maniacale o psicosi
  • i sintomi presentano un pericolo per la persona o altri
  • il paziente sta vivendo una situazione di angoscia inconsolabile o persistente o un calo significativo nel suo funzionamento o una difficoltà a ricevere le cure necessarie

Farmaci antipsicotici non dovrebbero essere utilizzati per sedare o limitare le persone con demenza, inoltre il dosaggio minimo deve essere usato per il minor tempo possibile.

Bibliografia

  • The Alzheimer’s Association
  • Treccani Enciclopedia
  • www.fda.gov