Gli psicologi e internet

Cosa può fare uno psicologo oggi su internet?

Anche la psicologia è ormai approdata nel mondo del web. Ma quali strumenti hanno gli psicologi per potersi far conoscere e per poter aiutare, al meglio, i loro pazienti? Le opportunità che si aprono loro per metter su “casa” in rete sono diverse, ma altrettanto importanti sono l’atteggiamento che devono assumere nei confronti dei loro pazienti e le regole che devono rispettare nell’offrire prestazioni online. Infatti, il Codice Deontologico degli psicologi italiani ha pensato anche a questo, stilando una serie di linee guida da seguire anche nel mondo dell’interattività.

The psychology is now landed in the web world. But psychologists have such tools to be able to know and to be able to help, at best, their patients? The opportunities open to them to make a home network, are different, as needed, and they want to meet your needs. But equally important is the attitude we should take towards their patients and the rules to be respected in offering online services. In fact, the Italian Code of Ethics of psychologists has thought of that, producing a series of guidelines to be followed also in the world of interactivity.

L’evoluzione societaria che internet sta contribuendo a disegnare, richiede attenzione anche da parte di figure, come quella dello psicologo, che dal mondo digitale potrebbero apparire le più lontane.

La psicologia, infatti, è ormai da tempo approdata su internet, offrendo nuove strade per la cura del paziente che può essere seguito a 360° in tutte le sue attività quotidiane e in quelli che sono gli ambienti a lui più congeniali e familiari.

Proprio per questo un sito web professionale rappresenta un’ottima opportunità, per lo psicologo, di entrare in contatto con i pazienti. In tal senso le opportunità che ha a disposizione, per farsi conoscere e offrire assistenza, si possono così riassumere:

  • blog professionale: ideale per il libero professionista che intende promuovere le sue attività sul web

  • portale web: permette di presentare al meglio la propria organizzazione e di gestire anche servizi on line

  • magazine on line: un vero e proprio software per la gestione di riviste on line scientifiche.

 In senso generale possiamo dire che anche gli psicologi hanno delle linee guida, da dover seguire nell’utilizzo di internet. In particolare l’articolo 41 del Codice Deontologico degli psicologi italiani stabilisce che:

  • Le regole di deontologia professionale dello psicologo sono le stesse anche nel caso che la prestazione venga effettuata a distanza.

  • Gli psicologi devono essere identificabili.

  • Lo psicologo che offre servizi via internet deve segnalare al proprio ordine professionale, l’indirizzo web del sito presso cui eroga tali prestazioni.

  • Di norma deve essere richiesta l’identificazione dell’utente a cui si eroga la prestazione.

  • Anche nel caso in cui la prestazione preveda la possibilità dell’anonimato del paziente, lo specialista, dovrà valutare caso per caso. La garanzia dell’anonimato dovrà comunque comportare, da parte dello psicologo, precauzioni supplementari (per esempio verificando se si tratti di un minore).

  • Gli psicologi devono accertarsi della sicurezza delle transazioni, comprese le operazioni finanziarie, e della riservatezza delle informazioni .

  • Va ricercata la massima sicurezza del sito internet o dei mezzi (quali per esempio la linea telefonica) usati per la prestazione. I livelli di sicurezza devono essere sempre aggiornati.

  • Gli utenti vanno sempre informati sulla custodia dei dati e i loro diritti su di essi.

Tutto questo richiede quindi che anche i medici abbiano una preparazione e delle competenze tecniche specifiche nell’uso del pc e di internet. Ciò è ancor più vero, se si tiene conto del fatto che in una seduta di psicologia online, così come in quella di tipo tradizionale, vi è un continuo e necessario scambio di dati personali e sensibili tra le parti. Quindi solo con la giusta competenza sarà possibile proteggere tali dati, rassicurando il paziente in modo da riuscire ad abbattere quelle barriere di diffidenza che molti italiani ancora oggi hanno nei confronti della rete e nell’idea di trasmettere dati personali tramite essa.