See on Scoop.itDisturbi d’Ansia e Panico a Milano

Alcuni ricercatori dell’University of Iowa hanno studiato la correlazione una patologia molto rara, che rende chi ne è affetto privo di paura, nota come “malattia di Urbach-Wiethe”, e gli attacchi di panicoAgorafobia – Cos’è, sintomi, cause e cura. Leggi anche … ».

 

Dal momento che le persone affette da disturbi di panico sono terrorizzate da ogni rischio effettivo e potenziale, coloro che soffrono della “malattia di Urbach-Wiethe” dovrebbero essere immuni dagli attacchi di panico.

L’amigdala influenzerebbe in modo opposto le due patologie:

«Ad oggi – spiega Andrrea Fagiolini,direttore del Dipartimento interaziendale di Salute mentale all’Università di Siena – una delle teorie più accreditata, che spiega come si originano gli attacchi, è quella che vede come protagonista l’amigdala, una porzione del cervello implicata in particolar modo nell’elaborazione delle emozioni e della paura.

 

Si era sempre pensato che una sua iperattivazione fosse alla base dell’attacco di panico.

 

Un’ipotesi suffragata dal fatto che le persone che presentano danni all’amigdala, in particolare la sua distruzione – come avviene nel caso di Helen e delle persone affette dalla malattia di Urbach–Wiethe – sono immuni dal sentimento di paura».

 

La ricerca ha al contrario dimostrato che anche le persone che presentano un’amigdala danneggiata possono soffrire di attacchi di panico.

 

Quale sarebbe allora il ruolo dell’amigdala (riduce o aumenta il panico) ?

 

«Quanto accaduto – continua Fagiolini – insegna che l’amigdala, a differenza di quanto si pensava, può svolgere un duplice ruolo.

 

Nel caso dello studio l’attacco di panico è stato scatenato dall’eccesso di anidride carbonica nel sangue, in modo più violento, intenso e frequente di quanto osservato in un gruppo di controllo.

 

Ciò significa che, se l’amigdala funziona bene, può inibire il panico dovuto a stimoli interni.

 

Quando è danneggiata, come nel caso dello studio, il controllo viene meno.

 

Al contrario, invece, quando lo stimolo è esterno – come quando ci si ritrova in una situazione di pericolo -, il danno all’amigdala rende immuni dalla paura generata da eventi esterni».

 
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