18° Congresso SOPSI a Torino – intervista a Carlo Altamura, Professore di Psichiatria, Università di Milano

Diverse evidenze in letteratura mostrano come gli esiti delle patologie psicotiche, a breve come a lungo termine, sono correlate sia con la durata della psicosi non trattata che con l’andamento durante i due anni successivi all’esordio psicotico, il “Periodo Critico”. Durante quest’ultimo, in particolare, si aggravano e si stabilizzano le disabilità ed il deterioramento sociale, il cui livello è fortemente predittivo del funzionamento sociale fino ai 15 anni successivi.

Per questo, tale “periodo critico” rappresenta una fase di alta vulnerabilità ma anche di massima opportunità, dove si può determinare l’evoluzione verso la cronicizzazione o la si può contrastare con interventi terapeutici e psicosociali mirati.

La fase iniziale della psicosi rappresenta dunque una finestra di opportunità ideale per un lavoro a impronta riabilitativa. Gli interventi messi in atto precocemente hanno un effetto allo stesso tempo sia di tipo riabilitativo che preventivo: una riabilitazione precoce rappresenta infatti uno dei più importanti fattori di prevenzione perché, se da un lato si oppone all’interruzione di un percorso di sviluppo giovanile, dall’altro permette alla persona di continuare a imparare ed acquisire ulteriori fattori protettivi.

Testo tratto da: www.mitoerealta.org